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Valacchia
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La mwdaValacchia (mwdqValahia o Ţara Românească in mwdgromeno; mwdwValachia in mwealatino) è una regione storico-geografica della mweqRomania, delimitata a sud e a est dal mwegDanubio, a nord dai mwewCarpazi Meridionali, a ovest dalle gole delle mwfaPorte di ferro. A nordest i fiumi mwfqSiret e Milcov la separano dalla mwfwMoldavia. Il mwgafiume Olt la divide inoltre in due subregioni: l'mwgqOltenia a ovest e la mwggMuntenia a est. Corrisponde alla regione occupata anticamente dai mwgwValacchi.

Detta anche mwhqUngaro-Valacchia (per il suo legame di vassallaggio feudale con il mwhgRegno apostolico d'Ungheria), la Valacchia è stato un antico mwhwprincipato danubiano che unito alla Moldavia generò il mwiaregno di Romania. Una leggenda dice che nel mwiw1290 mwjaNegru Vodă, un principe rumeno, venne dal sud della mwjqTransilvania (mwjgFăgăraș), e fondò qui un nuovo principato mwjwVlahia o mwkaȚara Româneascǎ. La Valacchia divenne uno stato di fatto indipendente nel mwkq1330 sotto mwkgBasarab I (mwkw1310 - mwla1352). Si suppone che mwlqNegru-Vodă e mwlgBasarab I siano in realtà la medesima persona. La regione è principalmente costituita da una pianura alluvionale.

Contents

Note

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Il periodo romano e prefeudale

Nel mwmgI secolo a.C. le genti stanziate nella zona infracarpatica si unirono con l'intenzione di costituire uno Stato, la Dacia, la quale fu annessa all'Impero romano dopo una vittoriosa campagna bellica condotta da mwmwTraiano nel mwna106 d.C. Il controllo della regione fu perso nel 271 a causa della crisi che l'impero stava attraversando nel mwnqIII secolo e la regione fu lasciata nella completa mwnganarchia. Nel periodo feudale, l'antica mwnwDacia fu attraversata da importanti flussi migratori, mwoaGoti, mwoqUnni, mwogGepidi, mwowAvari, mwpaSlavi che occuparono il territorio nel mwpqVII secolo.

Lo Stato feudale di Valacchia e la lotta contro gli ottomani

La creazione dello Stato di Valacchia fu il risultato dell'unificazione, nel mwagXIV secolo, di vari organismi politici (mwawvoivodati, mwbaknezat, "regioni") esistenti fra i mwbqCarpazi e il mwbgDanubio, che si posero sotto la protezione del mwbwRegno d'Ungheria, assumendo la denominazione ufficiale di mwcaUngro-Valacchia (Ungaro-Valacchia). Giovanni Basarab (o mwcqBasarab I) ottenne l'indipendenza della Valacchia lottando prima con i mwcgTartari (mwcw1325-28) e successivamente, a mwdaPosada nel mwdq1330, bloccando l'esercito del mwdgre di Ungheria mwdwCarlo Roberto d'Angiò intervenuto per far rispettare i suoi diritti sul regno.

Il nuovo stato non ebbe vita facile essendo minacciato dagli mweqottomani sin dalla fine del XIV secolo: nel mweg1393 mwewBayezid I invase il principato e, dopo la vittoria di mwfaNicopoli, costrinse il principe valacco mwfqMircea il Vecchio a riconoscersi come tributario degli ottomani conservando comunque una certa indipendenza. Le prime rivolte contro i mwfgTurchi scoppiarono nel mwfw1444 e nel mwga1448, ma ottennero scarso successo. Nel mwgq1461-62, durante il regno del principe mwggvoivode mwgwVlad III di Valacchia (detto Vlad l'impalatore), si riuscì a difendere la Valacchia da mwhaMehmed II (ancora oggi Vlad è considerato come il difensore della patria e della religione ortodossa in Romania), ma la sconfitta che ne seguì portò alla perdita totale dell'indipendenza. Il principato conservò solamente la propria autonomia amministrativa interna, la libertà di religione e il suo principe che continuò ad essere eletto dall'arcivescovo metropolitano e dai nobili, mentre il mwhwsultano si riservava il diritto di confermarlo e di esigere un pesante tributo.

Nel corso del mwiqXVI secolo i mwigTurchi inasprirono il dominio sulla regione e il mwiwvoivoda mwjaMichele il Bravo sollevò il popolo contro gli oppressori (mwjq1594). Alleato del mwjgprincipe di Transilvania, mwjwSigismondo Báthory, e del mwkavoivoda di mwkqMoldavia conquistò la fortezza di mwkgGiurgiu nel mwkw1585 e dopo anni di lotta riuscì a cacciare i Turchi dal principato (mwla1598). Conquistò nel mwlq1599 la Transilvania con l'aiuto dell'imperatore mwlgRodolfo II d'Asburgo e, dopo l'annessione della Moldavia, realizzò per la prima volta l'unione di tutti i Romeni (mwlw1600); galvanizzato da questi successi, osò tenere testa all'imperatore, che nel mwma1601 lo fece uccidere.

Dopo la morte di Michele i Turchi ritornarono in forze nella regione e imposero nuovi tributi. La lotta comunque non si fermò e continuò grazie al voivoda Matei Basarab. Nel mwmw1711 la protezione russa controbilanciò la potenza turca, ma il voivoda mwnaCostantino Brîncovenau venne giustiziato a mwnqCostantinopoli per aver firmato un accordo antiottomano con mwngPietro il Grande. Il mwnwXVI e mwoaXVII secolo furono un periodo molto brillante per lo sviluppo culturale del principato. mwoqBucarest, designata definitivamente come capitale nel mwog1659, accolse la fastosa vita di corte dei voivodi che favorirono l'istruzione fondando diverse scuole e nel mwow1678 fu istituita la prima stamperia, furono edificate belle chiese e nuovi monasteri grazie anche ad architetti italiani.

La Valacchia sotto il regime fanariota (1716-1821)

Dopo la morte dell'ultimo voivode di Valacchia, i Turchi affidarono l'amministrazione del principato a mwpggospodari nominati ogni tre anni e scelti tra le famiglie greche di mwpwCostantinopoli, i mwqaFanarioti. Nonostante l'abolizione della mwqqservitù, proclamata nel mwqg1856 da Costantino Mavrocordato mwragospodaro di Moldavia e mwrqgospodaro di Valacchia, la vita dei Valacchi restò comunque miserabile, mentre i ceti elevati furono contagiati dal lusso dei mwrgFanarioti e si ellenizzarono o si orientalizzarono a scapito dei sentimenti nazionalisti.

Nella seconda metà del Settecento, tuttavia, in Valacchia iniziò a farsi sentire l'influenza della mwsqRussia; grazie al mwsgTrattato di Küçük Kaynarca del mwsw1774, mwtaCaterina II si assicurò una possibilità di intervento negli affari del Paese: infatti, in base all'accordo “la mwtqSublime porta" permette che, secondo le circostanze, i ministri della corte imperiale di Russia possano intervenire in favore dei due principati”. Con la mwtgpace di Iași, nel mwtw1792 e nel mwua1802, la mwuqRussia ottenne un certo diritto di supervisione sulla nomina e la gestione dei gospodari. I Turchi, in spregio a questa convenzione, revocarono il gospodaro mwugCostantino Ypsilanti nel mwuw1806 e la mwvaRussia invase la Valacchia (mwvq1806 – mwvg1812).

All'inizio del XIX secolo si risvegliò la coscienza nazionale romena e iniziarono le rivolte per liberare il Paese dalla tutela ottomana. Il movimento rivoluzionario, guidato da mwwaTudor Vladimirescu, si associò per qualche tempo all'mwwqeteria, costituita nel mwwg1814 dal figlio di mwwwCostantino, mwxaAlexandros Ypsilanti. Tudor sollevò l'mwxqOltenia, liberò mwxgBucarest ma entrò in conflitto con gli eteristi, che lo fecero giustiziare. La rivolta portò comunque alla sostituzione dei Fanarioti con principi autoctoni.

Nel mwya1828 scoppiò una nuova mwyqguerra russo-turca e la Valacchia fu occupata dalle truppe zariste; durante questo periodo di amministrazione militare, furono gettate le basi per la creazione di un moderno stato: i “regolamenti organici” (1831-31) introdussero la carica a vita del mwyggospodaro da parte dei grandi boiari e instaurano “pubbliche assemblee”. Influenzati dai moti del mwyw1848, i Valacchi, insorsero e deposero il principe mwzaGheorghe Bibescu, ma causarono l'intervento della Porta e del governo zarista: mwzqil trattato turco-russo di Balta Liman restaurò il regime dello statuto organico.

Dopo il fallimento della mwzwrivoluzione del 1848, Valacchia e Moldavia approfittarono delle circostanze internazionali (mw0aguerra di Crimea) per realizzare il loro progetto di unione. Alla fine della guerra, il mw0qcongresso di Parigi si offrì di consultare l'intera popolazione romena sul problema dell'unificazione, che si pronunciò favorevolmente alla creazione di uno Stato nazionale. Ma le potenze straniere, accogliendo l'opposizione di mw0gImpero ottomano, mw0wImpero austro-ungarico e mw1aGran Bretagna, rifiutarono di riconoscere l'mw1qunione e con il nome “Principati riuniti di Moldavia e di Valacchia” mantennero divisi i due Paesi, sempre sottoposti all'autorità ottomana. Il popolo dei due principati elesse tuttavia nel mw1g1859 come proprio sovrano lo stesso principe regnante mw1wAlessandro Giovanni Cuza e la Turchia dovette accettare questa decisione nel mw2a1861. Il 4 gennaio mw2q1862 l'unità costituzionale venne legalmente proclamata e Bucarest divenne la capitale dello stato rumeno.

Note

cite-note-11. mw4amw4qmw4gValacchia, su mw4wtreccani.it. mw5aURL consultato il 5 settembre 2021.
cite-note-22. Ștefan Pascu, Documente străine despre români, ed. Arhivelor statului, București 1992, ISBNmw6q 973-95711-2-3
cite-note-33. mw7q"Tout ce pays: la Wallachie, la Moldavie et la plus part de la Transylvanie, a esté peuplé des colonies romaines du temps de Trajan l'empereur… Ceux du pays se disent vrais successeurs des Romains et nomment leur parler romanechte, c'est-à-dire romain … " în Voyage fait par moy, Pierre Lescalopier l'an 1574 de Venise a Constantinople, în: Paul Cernovodeanu, mw7gStudii și materiale de istorie medievală, IV, 1960, p. 444
cite-note-44. mw8g(mw8wmw9aRO) Petre P. Panaitescu, mw9qÎnceputurile şi biruinţa scrisului în limba română, Editura Academiei Bucureşti, 1965, p.mw9g 5.
cite-note-55. mw-g(mw-wmw-aEN) T. Kamusella, mw-qmw-gThe Politics of Language and Nationalism in Modern Central Europe, Springer, 2008, p.mw-w 352, mwaqaISBNmwaqe 978-0-230-58347-4.
cite-note-66. Utilizzato per scopi liturgici fino al XVIII secolo.
cite-note-77. mwaqk(mwaqomwaqsEN) James Stuart Olson, Lee Brigance Pappas, Nicholas Charles Pappas e Nicholas C. J. Pappas, mwaqwmwaq0An Ethnohistorical Dictionary of the Russian and Soviet Empires, Greenwood Publishing Group, 1994, p.mwaq4 550, mwaq8ISBNmwara 978-0-313-27497-8.
cite-note-88. Soprattutto durante il periodo fanariota.
cite-note-99. mwargRobert Reid e Leif Pettersen, mwarkmwaroRomania & Moldova, su mwarsbooks.google.com, Lonely Planet, 11 novembre 2017. mwarwURL consultato l'11 novembre 2017. Ospitato su Google Books.
cite-note-br-tianu-93-1010. Brătianu 1980, p. 93.
cite-note-1111. Petre Dan, mwasmHotarele românismului în date, Editura, Litera International, Bucarest, 2005, pp. 32, 34. ISBNmwasu 973-675-278-X

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itValacchia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaMarina Emiliani Salinari, Angelo Pernice, VALACCHIA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefdizionario-di-storiaValacchia, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Walachia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (EN) Valacchia, su Comic Vine, Fandom.